02 agosto 2017

Il Digitale può generare occupazione


Durante il Convegno Moneta e Occupazione tenutosi a Roma il 24 Aprile di quest'anno, l'intervengo di Maurizio Pimpinella ha toccato uno tra i temi più controversi e discussi di questi ultimi anni: il binomio digitalizzazione-occupazione

Pimpinella è presidente dell'Associazione Italiana Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica (AIIP) ed ha espresso chiaramente il suo punto di vista sulle conseguenze della crescente rivoluzione digitale sui posti di lavoro. 

Secondo Pimpinella:

"Il digitale può generare occupazione di qualità" anzi "la creazione di lavoro passerà necessariamente dall'Innovazione Digitale". 

Non a caso recenti ricerche hanno dimostrato che un lavoratore del mondo digital (che sia Manager o Ingegnere) può generare nel corso della sua attività ulteriori 5 posti di lavoro nel settore terziario per servizi alla persona (ristorazione, trasporti, healthcare) o per attività professionali (grafici, consulenti, addetti alle pubbliche relazioni). 

Precisa inoltre che l'unico modo per cogliere queste importanti opportunità necessita: 

  • Aggiornamento continuo.
  • Adozione e interiorizzazione di una cultura dell'economia digitale.
  • Diminuzione del divario informatico per quei professionisti che utilizzano metodi classici.

Le necessità individuate da Pimpinella, rispecchiano perfettamente anche l'idea che i giovani hanno in riferimento al sistema di istruzione odierno, il quale dovrebbe provvedere alla formazione dei lavoratori del futuro.



Interessante è il suo punto di vista riguardante le modalità di pagamento. Secondo Pimpinella:

"è necessario promuovere la conoscenza degli strumenti digitali di pagamento e delle tecnologie che supportano il loro funzionamento per stimolare gli acquisti". 

I Digital Payment devono essere considerati un'enorme opportunità per il nostro Paese, in quanto potenzialmente capaci di generare un circolo virtuoso sull'economia se solo l'Italia riuscisse a recuperare il ritardo tecnologico rispetto alle altre realtà. Questo ovviamente è possibile solo attraverso una diffusione profonda ed omogenea delle giuste conoscenze semplificando al tempo stesso la burocrazia per le imprese. 

Un obiettivo a breve termine, spiega il presidente, potrebbe essere quello di fondare un'associazione dedicata a stimolare la diffusione di questa cultura, oltre che a sensibilizzare le istituzioni. 

"Questa associazione potrebbe esortare, ad esempio, la pubblica amministrazione a nominare il Difensore Civico digitale, figura prevista dal Codice dell'Amministrazione Digitale entrato in vigore nel settembre 2016, ma non ancora introdotta".  


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